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Una discesa snervante ma piena di opportunità. Come sempre

Ma quanto dura il mercato ORSO (ribassista)?

Riferito all’S&P500 index

Dal 1929 i giorni massimi sono stati da un picco di 630 (1974) ad un minimo di 33 (2020). In media semplice 285.
Il ribasso 2022 dura da 173 (al 22 giugno).
Secondo la statistica mancano mediamente altri 112 giorni e il mercato torna TORO (rialzista) il giorno 11/10/2022.
Vediamo le ampiezze: mediamente il mercato ORSO scende del -35,15% nella storia con un minimo del -20,57% (1948-1949) e un massimo del -61.81% (nel 1931). Il 2022 ha registrato ad oggi (22/06/2022) un -23,05%. Manca quindi mediamente un ulteriore -12,10% per essere in media che ricordo essere del-35,15%.
Non manca molto in termini % e nemmeno in giorni (poco + di 3 mesi) al punto medio ma (speriamo ) potrebbe riprendersi molto prima.

Mantenere la mente lucida ci permette di vedere chiaro e fare affari.
Sempre.

Call to action:

  1. Mantenere attivi i piani di accumulo sui mercati azionari. A questi prezzi sono occasioni imperdibili
  2. Il nuovo risparmio derivante dal reddito (che si produce ogni mese) va ordinatamente investito
  3. Non guardare il segno -. Questo è fuorviante dal punto di vista psicologico.
  4. Se non vendi non realizzi la minus o la plus

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La tempesta perfetta… finirà? Si

Quello che stiamo vivendo dal 1 gennaio 2022 è la seconda partenza peggiore della storia della Borsa.

Peggiore di questo primo quadrimestre in termini di discesa c’è solo il 1929 con il famoso “martedì nero” di storica memoria.

Provo con questo articolo a dare un senso a ciò che stiamo vivendo cercando con il lanternino della perseveranza e della profonda convinzione, pezzi di messaggi positivi, e che tra qualche tempo, come per il lockdown, questa fase emotiva di preoccupazione sarà riposta nel cassetto della memoria e al massimo diventerà oggetto di conversazione con gli amici e niente più.

Perchè mi spingo ad affermare questo?

Partendo dalla premessa che nessuno, e ovviamente nemmeno io, ha la capacità di prevedere il futuro, e che i mercati sono mossi dall’emotività e dalle persone, quello che cerco caparbiamente di capire è quali sono stati gli elementi nelle crisi del passato recente che sono stati determinanti per superare indenni momenti come questi.

Anzi mi spingo oltre e rilancio: come addirittura trovare il modo per fare affari sui mercati.

Quello che scopro ogni giorno di più è che la sensazione di sconforto è amplificata perchè gli investitori sono stati abituati ad anni di sostanziali SOLI rialzi.

Quando capita, e ci mancherebbe non fosse una buona notizia, si è portati a pensare che il mercato sia alla fine davvero una cornucopia dispensatrice di facili, o per lo meno, non molto faticosi SOLDI.

E’ un bias psicologico comune, dicono gli esperti di psicologia e comportamenti di gregge.

Ho scoperto che i comportamenti di gregge sono una condizione normale per gli esseri umani dei quali non ne sono ovviamente nemmeno io esente.

Spesso, dice questa teoria, il gregge (inteso nel senso di gruppo di affinità elettive) segue la direzione di pochi che guidano in testa ma che spesso nemmeno loro sanno dove si dirigono. Il pensiero del gregge (se esiste un pensiero collettivo come somma degli individui), trova conforto non nella domanda “se la direzione è quella giusta” ma bensì sulla maggior tranquillità derivante dal fatto che “se tutti vanno li mi sento parte di un gruppo e quindi se sbaglia chi guida sbagliamo tutti”. Una sorta di coperta calda che aumenta l’autostima, condividendo gioie e dolori con altre persone che spesso nemmeno si conoscono.

Così funzionano i gruppi di interesse su telegram, si formano per affinità e nasce quindi un pensiero condiviso che produce degli effetti comportamentali.

In pratica ci si auto-convince che una visione particolare è quella giusta perchè scartate tutte le altre secondo una modalità di analisi che mediamente a tutti appare quella corretta.

In finanza uno dei comportamenti del gregge è quello di analizzare i ribassi dei mercati con un grado emotivo quasi 3 volte più intenso rispetto ai rialzi.

Significa, secondo questi studi, che i rialzi siano quasi scontati mentre i ribassi provocano dolore fisico e/o emotivo.

Esiste quindi una sofferenza maggiore rispetto al godimento della gioia.

Questo effetto è corretto poi dal carattere individuale di ognuno di noi che si consolida poi grazie alle esperienze che abbiamo vissuto. Queste possono essere positive o negative ma dipende da noi che peso diamo o meglio come viviamo queste esperienze e quanta gioia o dolore proviamo. C’è chi non gode appieno delle fortune che tanto o poco la vita gli ha regalato e chi invece approfitta di tutto ciò che capita per trovare un motivo di gioia.

Sono caratteri e caratteristiche dell’individuo impossibili da decifrare e aggiungo per fortuna.

Guardare l’andamento dei mercati quando “salgono” e rifiutare invece di guardare quando questi scendono o magari, come la propaganda allarmista non manca occasione di rimarcare, “crollano” è un atteggiamento che distrugge il nostro senso di felicità.

Come fare per uscire da questo comportamento di gregge?

Provo a dare io alcune interpretazioni e lettura delle cose da fare concretamente seguendo i punti che sintetizzo e che dovrebbero diventare un piccolissimo manuale.

“Le 7 regole anti-tempesta”:

1. Cambiare il NUMERO di azioni in EURO è l’operazione tecnicamente e matematicamente ERRATA. Se il tuo umore cambia a causa di questo NON LO FARE. Perchè non ha senso concreto e matematico? Perchè il prezzo cambia ogni minuto ed è come fare delle foto continue senza mai mettere a fuoco il soggetto. La quantità delle tue azioni o i tuoi grammi di ORO non cambia invece mai (se non le vendi o ne compri di nuovi)!

2.NON GUADAGNI quando la borsa sale. NON PERDI quando la borsa scende. Tutto si realizza solo VENDENDO quegli asset che detieni e non finchè li GUARDI!  Questo dovrebbe produrre un effetto di tranquillità. E’ la cura migliore che ci sia. Anche se immagino che la amigdala (clicca sul link) ti sta dicendo il contrario. Resisti all’amigdala e usa la corteccia prefrontale. (clicca sul link).

3. La domanda che devi farti per vincere le tentazioni emotive è: “MI SERVONO ORA QUESTI SOLDI?”. La risposta deve essere NO perchè i piani di investimento prevedono i tempi che come investitore hai deciso a priori. Se dovessero servire ci sono soluzioni temporanee per utilizzare il capitale per esempio con un prestito temporaneo (a tassi ridicoli) contro-garantito dagli stessi titoli SENZA QUINDI VENDERLI che molti istituti attivano addirittura quasi automaticamente online.

4.Impegnati più che puoi sul lavoro e la famiglia e il cerchio degli affetti cioè sul TUO mondo che puoi vivere e modificare. I mercati CERTAMENTE si riprenderanno ma NON possiamo sapere quando e come. Non lo sa nessuno e non c’è modo razionale per credere di avere questo potere.

5. Come scrivo nel mio libro “La Finanzata Ideale” in questo momento possono arrivare delle proposte di collocamento di obbligazioni bancarie a tassi apparentemente interessanti. E’ una tradizione del sistema. Il danno che faresti vendendo (e quindi cedendo le tue azioni ai grandi speculatori che non vedono l’ora di comprare a prezzi stracciati) è dal punto di vista tecnico una DIMINUZIONE DI VOLATILITA’ che sarà a breve POSITIVA e farà recuperare questa fase. Se togli VOLATILITA’ impedirai il recupero.

6. l mondo non finirà. Non per lo meno per ancora qualche decina o più miliardi di anni. Le crisi sono sistemiche e “normali”.

7. Vogliamo vedere the “bright side” of the Moon? Vogliamo vedere del positivo? Se non ti interessa aumentare un po’ la tua felicità fermati qui e grazie. Altrimenti procedi.

Cosa è successo in momenti simili nella storia della Borsa Americana? Quanto sono durate le crisi e quanto poi hanno recuperato?

Questa tabella è molto molto importante.

I più grandi “drowdown” (ribassi) della storia si sono risolti in 1 anno! Un solo anno! Significa che nel 91% dei casi passati (che comprendono anche le due guerre mondiali!) si sono risolti in 1 anno con rialzi eclatanti. A me sembra molto confortante.

Quest’oggi sono in viaggio verso Roma in treno per una conferenza su questi temi e ho preso la briga di verificare quali sono i risultati dei portafogli che ho consigliato.

I mercati azionari dal 01.01.2022 al 12.05.2022.

MSCI WORLD è indice generale del “Mondo SPA” e flette del -17,29%, NASDAQ -26,47%, S&P500 – 17,03%.

I portafogli dei miei clienti (tutti) hanno questi risultati.

La Media per ogni cliente è del -4,26%. Certo non hanno segno + ma stanno performando meglio mediamente dal +13 al +22 rispetto al mercato.

Il 90% dei miei clienti sono all’interno di un intervallo che va dal +4,36% massimo e -9,88% come minino.

Ovviamente ognuno ha un grado di rischio diverso quindi questa è una analisi di massa ma è molto confortante.

Non trovi?

La diversificazione funziona! Sta “parando il colpo” per poi recuperare appena il motore finanziario del mondo (nel 91% dei casi entro 1 anno) ripartirà e ti darà tutte le soddisfazioni emotive che oggi sta negando.

Essere felici è una scelta non un caso.

Se hai bisogno di un appuntamento puoi prenotare una call cliccando qui.

 

 

 

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Anno 2022 – Un mondo nuovo e brutto. Come proteggere il portafoglio

Anno 2022.

Perchè non ci aspettiamo mai di vivere situazioni come quelle attuali che stanno sconvolgendo le nostre vite quando quel che succede è purtroppo intrinseco alla natura umana?

Forse perchè le persone preferiscono giustamente sacrificare i soldi rispetto alla vita.

Quello che chi governa le nazioni sistematicamente non fa.

Non mi voglio minimamente addentrare nell’analisi militare e tattica della guerra ma solo concentrarmi in modo molto concreto sulle azioni (Call to actions) da intraprendere in questo momento.

Siamo in una fase nuova e brutta della storia Europea e Mondiale dove enormi blocchi con interessi contrapposti si stanno muovendo e stanno facendo danni materiali, morali e finanziari.

Sembra che lo stress da emergenza sia ormai l’unica arma per poter governare e la democrazia sia un impiccio dal quale liberarsi in qualsiasi modo.

Una improvvisa escalation militare era inimmaginabile dopo soprattutto 2 anni di tensioni sociali dovuti al covid.

Ora cosa fare?

Le guerre e le tensioni producono affari.

Si fanno per quello, ma a differenza di quel che succede in una economia libera di mercato gli affari sono riservati a pochissimi “oligarchi” (e non ci son solo in Russia) che ne hanno anche il controllo politico e militare.

In questo scenario, i prezzi azionari sono sotto pressione e scendono in maniera anomala rispetto ai valori patrimoniali di base. Salgono le materie prime (si fa anche molto magazzino per un eventuale blocco delle fornitura), l’oro sale e anche il Franco Svizzero (ormai alla parità con l’euro).

Alla faccia di qualche improvvido ed improvvisato economista che diceva che con il ritorno alla Lira Italiana la moneta si sarebbe svalutata del 30%. Beh è quello che è successo all’Euro.

-15% in 30 giorni.

Insomma siamo in una fase davvero impossibile da decifrare se non aggiungendo il fattore fortuna che si può valutare solo a posteriori.

Certo la fase ribassista finirà, ma possiamo fare qualcosa di concreto per fermare l’emorragia per poi “godere” dei forti rialzi azionari che ci saranno nei prossimi mesi e anni?

Segnalo 3 settori che in questo momento possono essere di interesse comune e veloci da attuare.
  1. Fondi su materie prime. ETC a replica fisica
  2. Fondi che comprano azioni del settore cybersecurity visto che sarà ed è la vera guerra invisibile. Le aziende e i governi dovranno difendersi e avranno bisogno di partners che offrano software in grado di bloccare i tentativi di hackers di danneggiare il patrimonio di dati detenuto e gestito
  3. Fondi che guadagnano se la borsa scende. Esistono degli ET SHORT che guadagnano se la borsa scende grazie al meccanismo dei futures ed opzioni contenuti all’interno. (qui un’immagine a mero titolo esemplificativo. Nel cerchio azzurro il rendimento da inizio anno).

Invito a fissare una call per discutere nel dettaglio queste opzioni di protezione.

oppure a scrivere qui info@sanmarco.capital per ricevere la lista di questi ETF quotati a Milano.

*** Le indicazioni contenute in questo articolo NON sono raccomandazioni personalizzate e non costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio. I rendimenti passati non sono garanzia di rendimenti futuri. Le informazioni segnalate sono generalmente disponibili al pubblico e non sono riservate o consigliate come specifico investimento ****

 

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Piattaforme di pagamento digitale

Capire i trend del prossimo futuro

Uno dei trend collegati alla vendita online è il sistema di pagamento elettronico tramite vari strumenti che sono a disposizione e altri che oggi forse nemmeno immaginiamo.

Un sistema di scambio di beni e servizi a distanza ha bisogno di intermediari per i pagamenti sicuri, veloci ed “user friendly” per portare a termine la compravendita senza rischi a costi bassi.

Le valutazioni dei grandi investitori su questo tipo di aziende sono davvero interessanti ed arrivano a moltiplicatori del valore molto elevati.

Uno dei pilastri dell’e-commerce quindi è il sistema di pagamento.

Quali sono i pilastri dell’e-commerce?

Gli altri sono:

  • Le piattaforme di vendita (es. Amazon, Jumia, Alibaba, etc etc)
  • Le aziende che forniscono i segnali internet (compagnie telefonia-dati)
  • Le aziende che forniscono le infrastrutture hardware (tralicci, ponti radio, ripetitori)
  • Le aziende che costruiscono i device (smartphone, tablet, smartwatch etc etc)
  • Le aziende che elaborano i software di accesso alla rete
  • Le aziende che forniscono il design dei siti (web designer)
  • Le aziende che forniscono gli “spazi” web (aruba etc etc)
  • Le aziende che forniscono controlli antivirus
  • Le aziende che forniscono “pezzi” (plug) da inserire per gli aggiornamenti e la gestione della privacy
  • Le aziende che forniscono le piattaforme di contabilità e carrello (shopify etc etc)
  • Le aziende, appunto, che forniscono strumenti per le transazioni economiche (Visa, mastercard, Amex, Paypal etc etc)

Come è possibile investire in tutte queste aziende a costi bassissimi?

Su questo ultimo punto esiste un indice replicato da più di un ETF a replica fisica per investire in “verticale” nel mondo settoriale del digital payment.

E’ interessante?

Se crediamo che il commercio online sia nella fase ancora di lancio e maturazione, allora i profitti saranno molto elevati.

Per approfittare di questa opportunità, la strada è semplice.

Per saperne di più prenota una call di 30 minuti cliccando qui.

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Life Strategy

Investire nel lungo periodo significa principalmente fare una scelta coerente con la natura umana.

Chi non vuole vivere a lungo e con il minor “numero di problemi” possibile?

La spinta alla sopravvivenza è una caratteristica presente in tutte le specie animali di questo pianeta.

Senza addentrarci in temi più etici che economici (di cui l’economia e la finanza DEVE farne parte), la strategia cosiddetta LIFE STRATEGY che obiettivo si pone?

Semplicemente, si fa per dire, raggiungere gli obiettivi di vita che hanno attinenza al soddisfacimento della autorealizzazione personale ed individuale, e, nel momento nel quale questi coincidono con l’automatico soddisfacimento degli altri attori economici, il meccanismo naturale si compie.

Quando acquistiamo un prodotto in realtà paghiamo stipendi, imposte, materie prime e creatività che attraverso il processo imprenditoriale di trasformazione, sono diventati un oggetto o un servizio che migliora la nostra vita. Qualunque essa sia.

Quindi la LIFE STATEGY è un processo che distoglie l’attenzione dall’accumulo fine a ste stesso ma riporta a valori naturali la nostra propensione a difenderci dagli eventi avversi futuri.

In lingua italiana li chiamiamo rischi ma in matematica si chiamano eventi con una certa probabilità di accadimento.

Un portafoglio LIFE STRATEGY ha l’obiettivo quindi di mantenere questo grado di rischio (volatilità o evento con una certa probabilità) stabile nel tempo ma per fare questo c’è bisogno di alcuni interventi nel corso della vita.

Mettiamo che una certa combinazione di investimenti dopo un certo tempo ha complessivamente performato positivamente, questo significa che i “pesi” inziali stabiliti per una certa classe di rischio si sono automaticamente modificati perchè alcune componenti interne sora “pesano di più” per effetto della loro crescita (performace).

Bisogna quindi “ribilanciare” e riportare i pesi al loro stato iniziale.

In questo modo si consolidano le performance e le si mettono al riparo dalle discese del mercato.

Semplice?

No, non proprio. Noi da sempre usiamo questa strategia e ora alcuni prodotti “attivi” di ETF  la propongono con un algoritmo automatico.

Vuoi saperne di più?

Prenota una call sul nostro calendario cliccando qui 

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Mobilità elettrica

Si fa un gran parlare della mobilità elettrica nel futuro e nel presente dell’industria automobilistica.

Certo, siamo probabilmente all’inizio di un processo di elettrificazione dei veicoli che mira a ridurre l’inquinamento nelle grandi città, ma accende i fari su una ancora non adeguata catena di fornitura energetica basata dalle fonti oggi a disposizione.

Non solo la tecnologia dei motori elettrici è quasi più antica dei quelli endotermici, ma è anche più semplice e quindi in linea teorica meno costosa.

La sfida quindi non è solo nella produzione di veicoli elettrici ma nell’approvvigionamento, allo stato attuale insufficiente per far circolare tutte le auto esistenti ad energia elettrica.

Sarà il nucleare la risposta, magari a fusione che come il sole non produce scorie radioattive dannose per l’uomo e l’ambiente?

E’ ancora presto per saperlo ma il processo è in atto e come sempre chi primo arriva…meglio alloggia.

Oltre ai brand più conosciuti come Tesla, ci sono le altre case produttrici che promettono modelli sempre più efficienti e all’avanguardia ed inoltre questo scenario apre a nuovi brand che oggi, visti i costi delle produzioni endotermiche a livello progettuali, non sono ancora presenti ma potrebbero essere i prossimi Unicorni industriali

Insomma, assemblare un’auto elettrica è molto più facile e molto meno costoso rispetto ad un’auto endotermica.

Con relativi costi di manutenzione e necessità di avere una rete capillare di concessionari ed officine, davvero minimi.

Come poter investire in maniera diversificata in questo settore?

Esiste un indice replicato da ETF che fa questo lavoro per noi.

L’Indice rispecchia la performance di un sottogruppo di titoli azionari globali di paesi ammissibili compresi nello STOXX Global Total Market Index (l'”Indice originario”)che ricavano entrate significative da veicoli elettrici e tecnologie di guida assistita, incluse le società coinvolte nella produzione di veicoli elettrici e autonomi, fornitori
di batterie per veicoli elettrici e altri fornitori nella catena di approvvigionamento di produttori di veicoli elettrici e autonomi, come determinato dal fornitore dell’indice.

Le società incluse nell’Indice devono generare almeno il 50% (45% per le società già incluse nell’Indice) delle loro entrate annuali da settori collegati al tema dei veicoli elettrici e delle tecnologie di guida assistita.

Inoltre, l’Indice mira ad avere un numero minimo di 80 componenti per ogni ribilanciamento; tuttavia, se l’applicazione del filtro del fatturato determina un risultato inferiore a 80 componenti nell’indice, questo viene progressivamente abbassato conformemente alla metodologia del fornitore dell’indice, finché il numero dei componenti risulta pari o superiore a 80. Le società all’interno dell’Indice devono altresì rispettare i criteri del fornitore dell’indice relativamente a capitalizzazione di mercato e volume di negoziazione, e avere sede in uno dei paesi idonei, determinati anch’essi dal fornitore dell’indice.

L’Indice esclude società dell’Indice originario identificate dal fornitore dell’indice come coinvolte in determinate linee/attività commerciali indicate nella descrizione dell’Indice del Fondo nel Prospetto del Fondo.

Al momento dell’acquisto, gli investimenti del Fondo in titoli che compongono l’Indice devono soddisfare i requisiti ESG o i requisiti di credito dell’Indice. Qualora i titoli non dovessero più soddisfare tali requisiti, il Fondo potrà continuare a detenere i titoli in questione fino a quando non faranno più parte dell’Indice e sarà possibile
venderli.

Il Fondo terrà conto di tali criteri ESG solo nella selezione dei titoli che saranno detenuti direttamente dal Fondo.

Il Fondo può acquisire un’esposizione indiretta (ad esempio, attraverso strumenti finanziari derivati (“SFD”) (ossia investimenti i cui prezzi si basano su una o più attività sottostanti) e quote di organismi di investimento collettivo) a titoli che si ritiene che non soddisfino tali criteri ESG. L’Indice può comprendere componenti a bassa, media e/o grande capitalizzazione di paesi sviluppati ed emergenti di tutto il mondo, presenti nell’Indice originario. A ogni componente dell’Indice viene attribuita la stessa ponderazione rettificata a ogni ribilanciamento dell’Indice.

Il Fondo utilizza tecniche di ottimizzazione per ottenere un rendimento simile all’Indice. Tali tecniche possono includere la selezione strategica di alcuni titoli che
compongono l’Indice o altri titoli che forniscono risultati simili ad alcuni titoli costituenti. Possono altresì comprendere l’uso di SFD a fini di investimento diretto. Si prevede un uso limitato di SFD per questa Categoria di Azioni.

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Le 50 aziende più grandi al mondo. The 50 Titans

Spesso molti credono convintamente che il mondo delle società quotate più grandi, sia di fatto precluso ai piccoli investitori.

In realtà sono proprio i piccoli investitori che ormai controllano le maggioranze all’interno delle multinazionali grazie a due fattori:

  1. I fondi d’investimento e gli ETF hanno acquistato ed acquistano continuamente azioni delle multinazionali e quindi ne determinano le politiche industriali. Gli ETF ad esempio sono disponibili a chiunque abbia un conto corrente e le quote minime da investire sono poche decine di euro o dollari.
  2. L’esistenza stessa del mercato permette ai piccoli di partecipare alla vita sociale delle imprese anche quelle gigantesche (o titaniche). Senza la quotazione e quindi senza il mercato dei capitali, i monopoli sarebbero gli unici attori a muoversi in un deserto di offerta come testimoniato ampiamente dai sistemi a pianificazione socialista.

E’ possibile allora davvero con pochi euro diventare azionista contemporaneamente delle 50 aziende più grandi del globo?

Si certo.

La proposta di approfondimento è proprio su un apposito indice creato dalla Dow Jones dal nome davvero evocativo:

Global Titans 50 Index.

Il Dow Jones Global Titans 50 Index è un indice aggiustato per il flottante di 50 tra le più grandi (per capitalizzazione di mercato) e le più note società blue chip quotate alla Borsa di New York, all’American Stock Exchange, al Nasdaq, all’Euronext, alla Borsa di Londra e Borsa di Tokyo. L’indice rappresenta le azioni più grandi e più liquide scambiate nei singoli paesi. È stato creato da Dow Jones Indexes per riflettere la globalizzazione dei titoli blue chip internazionali sulla scia delle fusioni e della creazione di megacorporazioni.

Il DJ Global Titans 50 fa parte degli indici Dow Jones Global Titans che sono stati creati per riflettere la globalizzazione dei titoli blue chip internazionali sulla scia delle fusioni e della creazione di mega-corporazioni.

Sono società a grande capitalizzazione con almeno alcune delle loro operazioni al di fuori dei loro mercati nazionali. Ciascun indice è costruito selezionando titoli dai corrispondenti indici di riferimento dei Dow Jones Global Indexes.

Dow Jones offre anche gli indici Dow Jones Sector Titans, che sono indici globali che coprono titoli a grande capitalizzazione in settori come servizi finanziari, prodotti chimici, beni e servizi industriali, energia, beni di consumo e beni e servizi non ciclici.

Se vuoi scoprire come investire facilmente tramite la tua attuale banca sulle 50 aziende più grandi al mondo, puoi cliccare qui e fissare una call gratuita 

 

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Spazio 2021 – Nuova frontiera

Chi lo avrebbe mai detto solo qualche anno fa?

E’ stato lanciato un nuovo indice, e di conseguenza un nuovo fondo replicante ETF sulle aziende che investono nella conquista dello spazio.

Le descrizioni dei film anni ’70 che stimolavano la fantasia di noi bambini, da Star Trek, Star Wars, 2001 Odissea nello spazio ora sembra sia diventata realtà.

Dove sta il business?

Dobbiamo capire come, le aziende impegnate in questo nuovo business, estrarranno profitto da queste attività perchè le notizie sono ancora poche e frammentate ma se imprenditori del calibro di Musk, Bezos, Branson si sono buttati a capofitto sul progetto, ne vedremo delle belle.

Propongo dalla fonte Forbes alcuni spunti.

Se sei interessato a conoscere nel dettaglio questo tipo di investimento puoi cliccare qui per prenotare una call.

Il miliardario Jeff Bezos si prepara al suo primo viaggio nello spazio, ma il mondo della space economy non è più solo una cosa per super ricchi o per film di fantascienza. Dietro, infatti, c’è un’industria in crescita con una filiera di aziende private che vi contribuiscono con la loro attività qui sulla Terra. Questo ne fa un trend d’investimento.

Infrastutture cloud e 5G direttamente dai satelliti

“L’infrastruttura spaziale permette l’uso di numerose tecnologie come il cloud, il 5G, l’IoT (internet delle cose), la blockchain e altre ancora. Siamo orgogliosi di partecipare nel dare accesso all’interesse e agli investimenti verso la space economy. Il coinvolgimento di imprenditori di grande successo come Elon Musk, Sir Richard Branson e Jeff Bezoz testimonia perfettamente il potenziale di crescita di tale segmento”.

Il prodotto è stato sviluppato sulla base di un indice costruito su misura, lo Space Index. Quest’ultimo raggruppa circa 30 aziende della space economy tra cui telecomunicazioni via satellite, produzione, collocazione, messa in opera e manutenzione di razzi e satelliti, produzione di equipaggiamento usato nei sistemi satellitari, tecnologia e hardware spaziale, immagini basate sullo spazio e servizi di intelligence.

“La commercializzazione dello spazio, sia che si tratti del lancio di satelliti per far fronte alla domanda crescente di trasferimento dati o per sostenere il sistema GPS e le previsioni meteo, mostra come questo settore sia parte della vita quotidiana delle persone e non si fermi alla sola esplorazione dello spazio”

Il turismo spaziale. Un nuovo trend riservato ora solo ai più facoltosi

Gli investimenti si concentrano sugli operatori di satelliti e produttori di hardware e i principali titoli per peso sono Trimble Inc., Gamin LtdDISH Network CorpEutelsat Communications e SKY Percet JSAT Holdings Inc ma l’indice farà posto anche ad aziende di turismo e accoglienza nello spazio ora che i costi stanno calando e la domanda può essere finalmente soddisfatta. 

Se sei interessato a conoscere nel dettaglio questo tipo di investimento puoi cliccare qui per prenotare una call.

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Alla ricerca di rendimenti. Il segmento ESG. Scopriamo di cosa si tratta.

Environment.

Social

Governance

Questa nuova categoria identifica 3 indicatori utilizzati dai gestori (sicav ed ETF) per scegliere le aziende da inserire nei portafogli dei fondi socialmente responsabili.

Cosa significa nella pratica?

la più diffusa pratica di selezione è l’esclusione di titoli che sono nel settore tabacco, armi, pornografia, alcol.

Poi esiste un secondo filtro da applicare a questo insieme già depurato e cioè l’impatto ambientale, sociale e di governance delle aziende e degli Stati in cui investe (Esg appunto). La scelta è basata su un’analisi extrafinanziaria che, per quanto riguarda l’ambiente, valuta per esempio le emissioni di CO2.

Infine, il terzo passo è verificare se il gestore, oltre a dati e analisi interne, si appoggia ad agenzie di rating etico e società di consulenza. Incrociando i dati extrafinanziari, interni ed esterni, si realizza infatti una migliore valutazione delle singole aziende

Si sta arrivando ad una Ecolabel per aziende e relativi prodotti che rispettano questo tipo di caratteristiche.

A breve quindi avremo già una sorta di marchio o certificazione sintetica che ci indicherà questo tipo di selezione.

Ma a livello di rendimenti queste aziende già certificate come sono andate fino ad oggi?

Lo possiamo vedere dal grafico in evidenza.

Questo tipo di selezione, al di la dei suoi aspetti etici (molto importanti che lascio alla sensibilità individuale) è possibile effettuarla anche con una selezione molto ampia di ETF.

I risultati sono molto incoraggianti.

San Marco Capital ha le competenze e la tecnologia per costruire portafogli che rispettano queste caratteristiche già oggi.