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Life Strategy

Investire nel lungo periodo significa principalmente fare una scelta coerente con la natura umana.

Chi non vuole vivere a lungo e con il minor “numero di problemi” possibile?

La spinta alla sopravvivenza è una caratteristica presente in tutte le specie animali di questo pianeta.

Senza addentrarci in temi più etici che economici (di cui l’economia e la finanza DEVE farne parte), la strategia cosiddetta LIFE STRATEGY che obiettivo si pone?

Semplicemente, si fa per dire, raggiungere gli obiettivi di vita che hanno attinenza al soddisfacimento della autorealizzazione personale ed individuale, e, nel momento nel quale questi coincidono con l’automatico soddisfacimento degli altri attori economici, il meccanismo naturale si compie.

Quando acquistiamo un prodotto in realtà paghiamo stipendi, imposte, materie prime e creatività che attraverso il processo imprenditoriale di trasformazione, sono diventati un oggetto o un servizio che migliora la nostra vita. Qualunque essa sia.

Quindi la LIFE STATEGY è un processo che distoglie l’attenzione dall’accumulo fine a ste stesso ma riporta a valori naturali la nostra propensione a difenderci dagli eventi avversi futuri.

In lingua italiana li chiamiamo rischi ma in matematica si chiamano eventi con una certa probabilità di accadimento.

Un portafoglio LIFE STRATEGY ha l’obiettivo quindi di mantenere questo grado di rischio (volatilità o evento con una certa probabilità) stabile nel tempo ma per fare questo c’è bisogno di alcuni interventi nel corso della vita.

Mettiamo che una certa combinazione di investimenti dopo un certo tempo ha complessivamente performato positivamente, questo significa che i “pesi” inziali stabiliti per una certa classe di rischio si sono automaticamente modificati perchè alcune componenti interne sora “pesano di più” per effetto della loro crescita (performace).

Bisogna quindi “ribilanciare” e riportare i pesi al loro stato iniziale.

In questo modo si consolidano le performance e le si mettono al riparo dalle discese del mercato.

Semplice?

No, non proprio. Noi da sempre usiamo questa strategia e ora alcuni prodotti “attivi” di ETF  la propongono con un algoritmo automatico.

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Mobilità elettrica

Si fa un gran parlare della mobilità elettrica nel futuro e nel presente dell’industria automobilistica.

Certo, siamo probabilmente all’inizio di un processo di elettrificazione dei veicoli che mira a ridurre l’inquinamento nelle grandi città, ma accende i fari su una ancora non adeguata catena di fornitura energetica basata dalle fonti oggi a disposizione.

Non solo la tecnologia dei motori elettrici è quasi più antica dei quelli endotermici, ma è anche più semplice e quindi in linea teorica meno costosa.

La sfida quindi non è solo nella produzione di veicoli elettrici ma nell’approvvigionamento, allo stato attuale insufficiente per far circolare tutte le auto esistenti ad energia elettrica.

Sarà il nucleare la risposta, magari a fusione che come il sole non produce scorie radioattive dannose per l’uomo e l’ambiente?

E’ ancora presto per saperlo ma il processo è in atto e come sempre chi primo arriva…meglio alloggia.

Oltre ai brand più conosciuti come Tesla, ci sono le altre case produttrici che promettono modelli sempre più efficienti e all’avanguardia ed inoltre questo scenario apre a nuovi brand che oggi, visti i costi delle produzioni endotermiche a livello progettuali, non sono ancora presenti ma potrebbero essere i prossimi Unicorni industriali

Insomma, assemblare un’auto elettrica è molto più facile e molto meno costoso rispetto ad un’auto endotermica.

Con relativi costi di manutenzione e necessità di avere una rete capillare di concessionari ed officine, davvero minimi.

Come poter investire in maniera diversificata in questo settore?

Esiste un indice replicato da ETF che fa questo lavoro per noi.

L’Indice rispecchia la performance di un sottogruppo di titoli azionari globali di paesi ammissibili compresi nello STOXX Global Total Market Index (l'”Indice originario”)che ricavano entrate significative da veicoli elettrici e tecnologie di guida assistita, incluse le società coinvolte nella produzione di veicoli elettrici e autonomi, fornitori
di batterie per veicoli elettrici e altri fornitori nella catena di approvvigionamento di produttori di veicoli elettrici e autonomi, come determinato dal fornitore dell’indice.

Le società incluse nell’Indice devono generare almeno il 50% (45% per le società già incluse nell’Indice) delle loro entrate annuali da settori collegati al tema dei veicoli elettrici e delle tecnologie di guida assistita.

Inoltre, l’Indice mira ad avere un numero minimo di 80 componenti per ogni ribilanciamento; tuttavia, se l’applicazione del filtro del fatturato determina un risultato inferiore a 80 componenti nell’indice, questo viene progressivamente abbassato conformemente alla metodologia del fornitore dell’indice, finché il numero dei componenti risulta pari o superiore a 80. Le società all’interno dell’Indice devono altresì rispettare i criteri del fornitore dell’indice relativamente a capitalizzazione di mercato e volume di negoziazione, e avere sede in uno dei paesi idonei, determinati anch’essi dal fornitore dell’indice.

L’Indice esclude società dell’Indice originario identificate dal fornitore dell’indice come coinvolte in determinate linee/attività commerciali indicate nella descrizione dell’Indice del Fondo nel Prospetto del Fondo.

Al momento dell’acquisto, gli investimenti del Fondo in titoli che compongono l’Indice devono soddisfare i requisiti ESG o i requisiti di credito dell’Indice. Qualora i titoli non dovessero più soddisfare tali requisiti, il Fondo potrà continuare a detenere i titoli in questione fino a quando non faranno più parte dell’Indice e sarà possibile
venderli.

Il Fondo terrà conto di tali criteri ESG solo nella selezione dei titoli che saranno detenuti direttamente dal Fondo.

Il Fondo può acquisire un’esposizione indiretta (ad esempio, attraverso strumenti finanziari derivati (“SFD”) (ossia investimenti i cui prezzi si basano su una o più attività sottostanti) e quote di organismi di investimento collettivo) a titoli che si ritiene che non soddisfino tali criteri ESG. L’Indice può comprendere componenti a bassa, media e/o grande capitalizzazione di paesi sviluppati ed emergenti di tutto il mondo, presenti nell’Indice originario. A ogni componente dell’Indice viene attribuita la stessa ponderazione rettificata a ogni ribilanciamento dell’Indice.

Il Fondo utilizza tecniche di ottimizzazione per ottenere un rendimento simile all’Indice. Tali tecniche possono includere la selezione strategica di alcuni titoli che
compongono l’Indice o altri titoli che forniscono risultati simili ad alcuni titoli costituenti. Possono altresì comprendere l’uso di SFD a fini di investimento diretto. Si prevede un uso limitato di SFD per questa Categoria di Azioni.

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Le 50 aziende più grandi al mondo. The 50 Titans

Spesso molti credono convintamente che il mondo delle società quotate più grandi, sia di fatto precluso ai piccoli investitori.

In realtà sono proprio i piccoli investitori che ormai controllano le maggioranze all’interno delle multinazionali grazie a due fattori:

  1. I fondi d’investimento e gli ETF hanno acquistato ed acquistano continuamente azioni delle multinazionali e quindi ne determinano le politiche industriali. Gli ETF ad esempio sono disponibili a chiunque abbia un conto corrente e le quote minime da investire sono poche decine di euro o dollari.
  2. L’esistenza stessa del mercato permette ai piccoli di partecipare alla vita sociale delle imprese anche quelle gigantesche (o titaniche). Senza la quotazione e quindi senza il mercato dei capitali, i monopoli sarebbero gli unici attori a muoversi in un deserto di offerta come testimoniato ampiamente dai sistemi a pianificazione socialista.

E’ possibile allora davvero con pochi euro diventare azionista contemporaneamente delle 50 aziende più grandi del globo?

Si certo.

La proposta di approfondimento è proprio su un apposito indice creato dalla Dow Jones dal nome davvero evocativo:

Global Titans 50 Index.

Il Dow Jones Global Titans 50 Index è un indice aggiustato per il flottante di 50 tra le più grandi (per capitalizzazione di mercato) e le più note società blue chip quotate alla Borsa di New York, all’American Stock Exchange, al Nasdaq, all’Euronext, alla Borsa di Londra e Borsa di Tokyo. L’indice rappresenta le azioni più grandi e più liquide scambiate nei singoli paesi. È stato creato da Dow Jones Indexes per riflettere la globalizzazione dei titoli blue chip internazionali sulla scia delle fusioni e della creazione di megacorporazioni.

Il DJ Global Titans 50 fa parte degli indici Dow Jones Global Titans che sono stati creati per riflettere la globalizzazione dei titoli blue chip internazionali sulla scia delle fusioni e della creazione di mega-corporazioni.

Sono società a grande capitalizzazione con almeno alcune delle loro operazioni al di fuori dei loro mercati nazionali. Ciascun indice è costruito selezionando titoli dai corrispondenti indici di riferimento dei Dow Jones Global Indexes.

Dow Jones offre anche gli indici Dow Jones Sector Titans, che sono indici globali che coprono titoli a grande capitalizzazione in settori come servizi finanziari, prodotti chimici, beni e servizi industriali, energia, beni di consumo e beni e servizi non ciclici.

Se vuoi scoprire come investire facilmente tramite la tua attuale banca sulle 50 aziende più grandi al mondo, puoi cliccare qui e fissare una call gratuita 

 

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Spazio 2021 – Nuova frontiera

Chi lo avrebbe mai detto solo qualche anno fa?

E’ stato lanciato un nuovo indice, e di conseguenza un nuovo fondo replicante ETF sulle aziende che investono nella conquista dello spazio.

Le descrizioni dei film anni ’70 che stimolavano la fantasia di noi bambini, da Star Trek, Star Wars, 2001 Odissea nello spazio ora sembra sia diventata realtà.

Dove sta il business?

Dobbiamo capire come, le aziende impegnate in questo nuovo business, estrarranno profitto da queste attività perchè le notizie sono ancora poche e frammentate ma se imprenditori del calibro di Musk, Bezos, Branson si sono buttati a capofitto sul progetto, ne vedremo delle belle.

Propongo dalla fonte Forbes alcuni spunti.

Se sei interessato a conoscere nel dettaglio questo tipo di investimento puoi cliccare qui per prenotare una call.

Il miliardario Jeff Bezos si prepara al suo primo viaggio nello spazio, ma il mondo della space economy non è più solo una cosa per super ricchi o per film di fantascienza. Dietro, infatti, c’è un’industria in crescita con una filiera di aziende private che vi contribuiscono con la loro attività qui sulla Terra. Questo ne fa un trend d’investimento.

Infrastutture cloud e 5G direttamente dai satelliti

“L’infrastruttura spaziale permette l’uso di numerose tecnologie come il cloud, il 5G, l’IoT (internet delle cose), la blockchain e altre ancora. Siamo orgogliosi di partecipare nel dare accesso all’interesse e agli investimenti verso la space economy. Il coinvolgimento di imprenditori di grande successo come Elon Musk, Sir Richard Branson e Jeff Bezoz testimonia perfettamente il potenziale di crescita di tale segmento”.

Il prodotto è stato sviluppato sulla base di un indice costruito su misura, lo Space Index. Quest’ultimo raggruppa circa 30 aziende della space economy tra cui telecomunicazioni via satellite, produzione, collocazione, messa in opera e manutenzione di razzi e satelliti, produzione di equipaggiamento usato nei sistemi satellitari, tecnologia e hardware spaziale, immagini basate sullo spazio e servizi di intelligence.

“La commercializzazione dello spazio, sia che si tratti del lancio di satelliti per far fronte alla domanda crescente di trasferimento dati o per sostenere il sistema GPS e le previsioni meteo, mostra come questo settore sia parte della vita quotidiana delle persone e non si fermi alla sola esplorazione dello spazio”

Il turismo spaziale. Un nuovo trend riservato ora solo ai più facoltosi

Gli investimenti si concentrano sugli operatori di satelliti e produttori di hardware e i principali titoli per peso sono Trimble Inc., Gamin LtdDISH Network CorpEutelsat Communications e SKY Percet JSAT Holdings Inc ma l’indice farà posto anche ad aziende di turismo e accoglienza nello spazio ora che i costi stanno calando e la domanda può essere finalmente soddisfatta. 

Se sei interessato a conoscere nel dettaglio questo tipo di investimento puoi cliccare qui per prenotare una call.

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Alla ricerca di rendimenti. Il segmento ESG. Scopriamo di cosa si tratta.

Environment.

Social

Governance

Questa nuova categoria identifica 3 indicatori utilizzati dai gestori (sicav ed ETF) per scegliere le aziende da inserire nei portafogli dei fondi socialmente responsabili.

Cosa significa nella pratica?

la più diffusa pratica di selezione è l’esclusione di titoli che sono nel settore tabacco, armi, pornografia, alcol.

Poi esiste un secondo filtro da applicare a questo insieme già depurato e cioè l’impatto ambientale, sociale e di governance delle aziende e degli Stati in cui investe (Esg appunto). La scelta è basata su un’analisi extrafinanziaria che, per quanto riguarda l’ambiente, valuta per esempio le emissioni di CO2.

Infine, il terzo passo è verificare se il gestore, oltre a dati e analisi interne, si appoggia ad agenzie di rating etico e società di consulenza. Incrociando i dati extrafinanziari, interni ed esterni, si realizza infatti una migliore valutazione delle singole aziende

Si sta arrivando ad una Ecolabel per aziende e relativi prodotti che rispettano questo tipo di caratteristiche.

A breve quindi avremo già una sorta di marchio o certificazione sintetica che ci indicherà questo tipo di selezione.

Ma a livello di rendimenti queste aziende già certificate come sono andate fino ad oggi?

Lo possiamo vedere dal grafico in evidenza.

Questo tipo di selezione, al di la dei suoi aspetti etici (molto importanti che lascio alla sensibilità individuale) è possibile effettuarla anche con una selezione molto ampia di ETF.

I risultati sono molto incoraggianti.

San Marco Capital ha le competenze e la tecnologia per costruire portafogli che rispettano queste caratteristiche già oggi.