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Inflazione più pericolosa della guerra

Il Leviatano ha sempre fame


Il nemico più insidioso è l’inflazione

L’aumento dei prezzi è una percezione dovuta al fatto che le entrate delle famiglie non seguono questo meccanismo.

Come consumatori, spendere di più per comprare gli stessi beni di prima, rappresenta il più grande pericolo per la nostra tenuta economica.

Parlo di quella privata perché per le casse pubbliche (sempre che esistano, io ne ho grandissimo dubbio), invece è un grandissimo affare.

Ci sono due modi sostanziali per aumentare la parte “ricavi” da parte di chi detiene la forza militare di esproprio di risorse chiamata tassazione:

  1. Denominare o aumentare nuove tasse
  2. Prelevare attraverso il sistema inflattivo la quota disponibile per il risparmio delle famiglie

Ecco perchè politicamente è meglio (per loro) denominare in modo diverso un prelievo dalle casse private senza che queste riescano, a prima vista, ad identificare chi sta facendo questa operazione e cioè lo Stato o meglio i loro manovratori, un manipolo di incoscenti che ci stanno portando (e già ben avviato aggiungo) in un processo di declino economico e sociale.

Non esiste progresso sociale senza una florida economia provata.

Guardiamo Paesi come Cuba, l’ex.URSS la Corea del Nord e perfino la Cina che per salvare il suo ceto politico si è abbandonata al capitalismo mantenendo però il controllo della ricchezza sotto il tallone statale e per fare questo impone ai cittadini i metodi Staliniani di feroce controllo e concessioni di permessi per vivere una vita dignitosa con un sistema a punti deciso da qualche parruccone che crede di essere Dio.

Questi Paesi sono tutti falliti dal punto di vista della crescita sociale in nome di una eguaglianza al ribasso e di estrema indigenza dell’essere umano.

Non è possibile dissentire, proporre vie diverse, insomma autodeterminarsi. L’individuo non esiste più in nome di una inesistente società collettiva. Ecco perché l’impoverimento della classe impiegatizia, di quella operaia e dei piccoli artigiani e dei piccoli imprenditori è fondamentale per perseguire questo orrendo disegno politico.

Quale strumento migliore in tempo di crisi della gestione degli Stati (che non possono creare ricchezza, vedi Alitalia o l’INPS o centinaia di altri esempi che vi voglio risparmiare) di una patrimoniale sui ceti più indifesi? e cioè i redditi cosiddetti fissi?

Una patrimoniale che è in questo momento di dimensioni enormi e si chiama inflazione.

Ma chi incassa quindi questo differenziale sui prezzi?

Vediamo assieme il funzionamento che di per se è fin troppo semplice anche se occulto:

Il surriscaldamento dei prezzi avviene sempre da una genesi che sono le materie prime. Quelle che all’origine non hanno subito alcun margine di profitto o costo perchè donate dalla natura.

Se riesco a surriscaldare (alzare) quei prezzi allora governo tutto il processo, ma per farlo visto che il costo della materia prima è zero ( non parlo di valore sia ben inteso ma di costo) allora devo renderla scarsa. La scarsità di un bene fa aumentare il prezzo perchè la domanda non viene soddisfatta.

Tutti i processi produttivi quindi partono dalla materia prima e dall’energia per trasformarla.

Chi controlla la produzione energetica in Italia? Non certamente il distributore dal nome fantasioso che vi porta la bolletta a casa ma da un monopolio mai abbandonato dallo Stato che si chiama Eni ed Enel in Italia ma negli altri Paesi Europei la situazione è simile se non identica.

Le false privatizzazioni degli anni 90 hanno vestito di privato ciò che ancora è pubblico.

Guardiamo nel sito di ENI cosa (loro ) dichiarano (copio ed incollo):

Azionisti di controllo

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha il controllo di fatto in Eni SpA in forza della partecipazione detenuta sia direttamente sia attraverso Cassa Depositi e Prestiti SpA (CDP SpA).

AZIONISTI DI CONTROLLO
(AGGIORNAMENTO AL 9 GIUGNO 2022)
Azionista Numero di azioni possedute % sul totale delle azioni ordinarie
Ministero dell’Economia e delle Finanze 157.552.137 4,411
CDP S.p.A. 936.179.478 26,213
Totale 1.093.731.615 30,624

E’ fin troppo evidente quindi che in questo momento sia lo Stato (Ministero delle finanze) che sta incassando un ‘inflazione al 10,6% (dati ufficiali ISTAT) anche se il percepito è molto superiore e lo stesso Ministero delle Finanze a pagare i propri debitori al 3% (tasso sul debito pubblico).

La patrimoniale quindi è del 7% .

In questi anni molti mi chiedono come salvarsi dalla “patrimoniale”. Ecco come non ci hanno dato via di scampo.

In altri tempi i BOT rendevano il 18% ma l’inflazione era al 19%. Oggi il divario è impresionante.

Secondo dei semplici calcoli dal mio Studio effettuati se la situazione dovesse rimanere tale (non potrà), il debito pubblico italiano in 12 anni sarebbe azzerato a spese delle persone più indifese e deboli.

Capiamo quindi come il cambio di nome da tassa (con un “colpevole”) a inflazione (“colpa di Putin”) sia un racconto molto più facile da menzionare.

A me interessa ovviamente la soluzione finanziaria per i miei clienti non la battaglia politica di cui non sono in grado di influenzare, ma mi interessa anche che non ci prendano troppo in giro sulle questioni che ci riguardano come risparmiatori ed investitori.

Che fare?

Ci sono varie soluzioni tutte valide ma non adatte a tutti indistintamente.

Una moneta inflazionata (euro) può indebolirsi e quindi si può scegliere un’altra valuta di riferimento che ci difenda da questo declino.

  1. Il Franco Svizzero o il Dollaro oggi sembrano più attrezzate per questo obiettivo. Aprire un conto in una banca estera (ottemperando ovviamente agli obblighi fiscali vigenti) e chiedere un conto in valuta non-euro.
  2. Investire in azioni dei gestori energetici per beneficiare dei dividendi (non delle plus sul prezzo che sono aleatorie)
  3. Investire in titoli del debito pubblico legati all’inflazione (stando attenti alle trappole)
  4. Investire in ETF denominato in dollari o franchi
  5. Accumulare in oro fisico o in ETC (fondi rappresentativi dei lingotti)

La diversificazione e la pazienza sono le armi più potenti che abbiamo.

Soprattutto la seconda, la quale forse, è stata abusata dalla lunghezza di questo mio articolo e per questo ti ringrazio del tuo tempo.

Se vuoi prendere un appuntamento con me, ricordo il link  della mia agenda.

 

 

 

 

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La situazione di Gennaio 2022

Non sono solito addentrarmi nei particolari tecnici dell’analisi grafica o fondamentale del mercato finanziario, ma i giorni che stiamo vivendo sono davvero particolari.

Da una parte il pericolo dell’aumento dei tassi da parte delle banche centrali per calmare l’inflazione dovuta alla carenza energetica e delle materie prime e dall’altro ci sono due fronti di potenziale guerra.
Una guerra convenzionale e non finanziaria tra Russia e Ucraina e la Cina che rivendica la sua sovranità sull’isola di Taiwan.
L’occidente in questo scenario è preso con una dipendenza energetica dalla Russia e dei microchip da Taiwan.
Sembra una tempesta perfetta. La speranza è che il capitalismo e quindi l’interesse economico nel trovare accordi non “violenti” prevalga. Se si tratta di soldi è meglio che trattare di vite umane.
Ovviamente sono avvenimenti impossibili da decifrare o tentare di prevedere, ma quello che possiamo ricordare sono sempre i soliti punti cardine dell’investitore (e non dello speculatore).
1. Il mercato finanziario è sceso prima dei conflitti e saliva durante i conflitti
2. I compratori adorano il “panic selling” cioè la vendita senza ragione per comprare bene
3. Su 10 anni “rolling” (cioè tutti i decenni) da quando è nata la borsa e abbiamo i dati, solo 2 anni sono negativi. Significa che l’80% del tempo si guadagna.

CALL TO ACTION:

1. Nervi saldi, mente fredda e cuore caldo. Non il contrario.
2. Attivare piani di accumulo anche di piccole cifre meglio se su titoli TITANS (es. Apple, Amazon, etc etc) cioè con cash (cassa di conto corrente) molto elevato
3. Gli obiettivi di lungo termine sono assolutamente solidi
4. Il mercato si riprenderà e probabilmente anche velocemente
Qui sotto un grafico ad “adesso” dell’indice Nasdaq. Per non complicarvi le cose guardate l’indicatore inferiore RSI che misura la forza relativa dei prezzi.
La stessa misura <30 lo aveva al minimo del 2020 (lockdown).
Insomma le occasioni si stanno materializzando e i rendimenti attesi si stanno espandendo.
Consiglio: Non guardare i TG economici e le notizie catastrofiste. Ormai dopo tanti anni abbiamo imparato e dobbiamo imparare a non farci influenzare.
Per fissare una call clicca pure qui: https://meetings.hubspot.com/ale21

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La Questione Cinese

Quello che si sente dalle news riguardo la crisi cinese sembra davvero preoccupare ma cerchiamo di capire cosa sta succedendo.

Chi è Evergrande Group e cosa fa?

Fonte Wikipedia

“Il gruppo ha comprato la squadra di calcio Guangzhou Evergrande nel 2010 e ha investito pesantemente, e con allenatore Marcello Lippi hanno vinto la AFC Champions League 2013; successivamente ha avuto come allenatori anche Fabio Cannavaro e Felipe Scolari.

Il gruppo ha anche un marchio di acqua minerale: Evergrande Spring (恒大冰泉).

In anni recenti Evergrande ha espanso i propri affari in altri settori: pannelli solari, allevamenti di maiali, agroindustria e latte artificiale.

Nel 2017 le azioni di Evergrande sono salite di 3-4 volte il loro valore, rendendo il fondatore Xu Jiayin (in cinese mandarino, in cantonese il suo nome Hui Ka Yan) uno degli uomini più ricchi di Cina e Asia. Nell’elenco delle persone più ricche del mondo secondo Forbes del 2020 è alla posizione 34, con un patrimonio personale di 21,8 miliardi di dollari.

Nell’agosto 2021, il Financial Times ha riferito che il gruppo Evergrande deve affrontare un numero elevato di cause intentate da appaltatori nei tribunali cinesi poiché aumenta la pressione sulla gestione dell’azienda per ridurre i suoi 300 miliardi di dollari di passività, inclusi circa 100 miliardi dollari di debito.

A metà settembre 2021 è stato riferito che la società rischiava di non essere in grado di emettere gli interessi sul prestito in scadenza il 20 settembre. È stato stimato che circa 1,5 milioni di clienti potrebbero perdere i depositi dovuti per l’acquisto delle case Evergrande, non ancora costruite, se l’azienda crolla”

Siamo di fonte quindi alla classica mega società a controllo statale cinese con interessi in molti settori.

Queste aziende si definiscono “orizzontali” e molto spesso sono una fucina di perdite nel medio – lungo periodo perchè perdono il focus sul loro business principale e iniziano a fare male tutte le linee di produzione originali. E’ proprio il mancato focus e la commistione con enti governativi di regime che porta al disastro un settore industriale, come quello immobiliare, che invece ha delle potenzialità enormi in un paese gigante come la Cina che a parte la costa sud industrializzata e la capitale, ha estremo bisogno di ammodernarsi.

Questi i settori dove l’azienda ha linee di business:

  • Immobiliare — Evergrande Real Estate è in prima linea nel mercato immobiliare cinese ed è conosciuta come “Wan Heng Bi” con le altre due prime tre società immobiliari, Vanke e Country Garden.
  • Sport — Nel marzo 2010, Evergrande ha acquistato tutte le azioni del Guangzhou Evergrande per 100 milioni di yuan. Il 16 aprile 2020 Evergrande ha aperto la costruzione del “Guangzhou Evergrande Football Stadium” nel villaggio di Xie, Distretto di Panyu, città di Canton.
  • Automobile — Evergrande Group ha annunciato a novembre 2019 che investirà 45 miliardi di yuan nei prossimi tre anni per sviluppare nuovi veicoli energetici, costruire tre basi di produzione a Nansha, Guangzhou e Shanghai e lanciare il primo lotto di veicoli elettrici nel nome di “Evergrande New Energy Veicol” nel 2020. Il concetto di serie Hengchi è stato incorporato nel Gruppo Guanghui, il più grande rivenditore di auto al mondo, per stabilire una rete di vendita; è stata costituita una società di joint venture “State Grid Evergrande” con la State Grid per fornire servizi di ricarica intelligenti posti auto nei parcheggi condominiali. Nel giugno 2020 Evergrande Group acquista il rimanente 49% di National Electric Vehicle Sweden per 380 milioni di dollari, dopo che nel 2019 aveva acquisito il 51% delle quote per 931 milioni di dollari.
  • Viaggi — Gli operatori turistici del gruppo Hengda sono due importanti marchi di parchi a tema “Hengda children of the world “, “Hengda water world”, e Hainan ha un grande complesso turistico “Chinese island of Hainan to spend”.
  • Salute — “Evergrande Health Group” gestisce principalmente la “Evergrande Health Valley” nella comunità degli appartamenti per pensionati e collabora con il Brigham and Women’s nel Massachusetts per gestire il “Boao Evergrande International Hospital” di Hainan. Nel 2015, Evergrande Health Industry era costituita dalla holding Evergrande Real Estate Group Co., Ltd. (il predecessore del China Evergrande Group) e dal Wonchen Medical Beauty Group della Corea del Sud, formando l'”Hengda Wonchen Medical Beauty Hospital”.
  • Rete — La rete Heng Teng nel 2015 da parte di Evergrande Real Estate Group Co., Ltd (predecessore del gruppo China Hengda) e Tencent Holdings, a Guangzhou, ha istituito (sede centrale) una società congiunta a Shenzhen “Karen Teng Network Limited”. Il 26 ottobre 2020, Hengteng Network ha annunciato che avrebbe acquisito il 100% di Ruyi Pictures emettendo nuove azioni a un prezzo totale di transazione di circa 7,2 miliardi di HK$.
  • Finanza — Evergrande Group ha acquisito una partecipazione del 50% in Sino-Singapore Great Eastern Life Insurance Company nel 2015 e ha cambiato il suo nome in Evergrande Life. Inoltre, Evergrande Group è il maggiore azionista di Shengjing Bank, detenendo il 17,28% delle azioni.
  • Beni di largo consumo — Evergrande Group è stato coinvolto nelle attività di cereali e petrolio, prodotti lattiero-caseari e acque minerali. Evergrande Group ha lanciato l’acqua minerale “Hengda Bingquan” all’inizio del 2014 e ha invitato numerosi artisti tra cui Jackie Chan a fare pubblicità con 6 miliardi di yuan di commissioni pubblicitarie. Dopo un’enorme perdita di 4 miliardi di yuan e ha lasciato il mercato nel 2016.
  • Intrattenimento culturale — Hengda Group nel dicembre 2010 soldi nella creazione della musica Hengda, ha invitato Song Ke, presidente, Gao Xiaosong è stato direttore musicale, ha invitato Jin Zhiwen, il grande Zhang è diventato i suoi artisti firmati, in tournée alla creazione del marchio “Hengda Star Music Festival”, si è ritirato dall’attività nel 2015, “Hengda Music” è stata ribattezzata “Xinao Music”.

Quali sono i reali pericoli di “contagio” che potrebbero scatenarsi anche alle economie occidentali?

Al momento sembrano relativamente basse perchè a differenza di Lehman Brothers che aveva titoli obbligazionari propri, quindi facente parte del proprio patrimonio, sparsi in tutte o quasi le banche mondiali, Evergrande ha una partecipazione nel settore finanziario molto ridotta e su una sola banca che si occupa solo del mercato interno.

In pratica, se le informazioni pubbliche sono vere, la bolla dovrebbe riguardare il “solo” mercato interno Cinese.

Ovviamente il detto:  “un battito d’ali in oriente può provocare un uragano in nord America” è sempre valido ma è anche vero che, trattando il sottoscritto di statistica e di correlazioni, le probabilità che questo avvenga sono ridotte a millesimi di % nella curva gaussiana.

Cosa fare?

Stare diversificati seguendo il principio della de-correlazione dei mercati, scegliendo quindi attività finanziarie nel portafoglio che potenzialmente si contrastino e proteggano il rendimento di lungo periodo in queste fasi.

Se vuoi saperne di più puoi prenotare una riunione on line sul mio calendario cliccando qui

 

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Crypto semplici

Non c’è niente di peggio che seguire le mode quando parliamo di investimenti finanziari.

Già il titolo ti dovrebbe incuriosire “crypto semplici” perchè è in linea con il bombardamento che la stampa e i media in generale stanno facendo sull’argomento.

Ma cosa sono le cryptovalute?

Quando mi chiesero nel gennaio 2018 di tenere un convegno su Bitcoin alla Banca Popolare di Piacenza, la folta platea presente, era ansiosa di capire se potevano avere da me informazioni importanti per capire meglio il fenomeno Bitcoin.

Il titolo del mio intervento era “Bitcoin, il frutto del peccato” e scandalizzò, come ovviamente deve fare la prima mela, molti accademici presenti.

Purtroppo le fonti “di verita”sono scarse o meglio “quelle cattive” sono abbondantissime e tendono a mistificare la realtà della natura di Bitcoin, le ragioni della sua nascita, e il suo ruolo nell’economia.

Spesso capita, e lo siamo anche in questo caso, concentrati sul rendimento, sulla crescita fenomenale di prezzo o come in questi giorni nel panico per la sua brusca discesa.

La natura di Bitcoin

In quel convegno affrontai il tema partendo dalle motivazioni che portarono la nascita di Bitcoin e su un dato che nessuno aveva analizzato prima e mi riferisco alla sua volatilità.

La natura dei grandi guadagni ha come madre generatrice proprio la volatilità enorme ed è quel frutto del peccato che ci attira verso questo tipo di investimenti ma non vogliamo poi pagare il prezzo “dell’ira divina” e cioè del suo lato psicologicamente duro da sopportare.

Il relativo downtrend (discesa dei prezzi).

Molti confondono la “fotografia” che vedono nel loro dossier titoli con il valore del loro patrimonio tradotto in € e si fanno prendere da ansia ed euforia (dipende in che fase siamo) le quali scatenano comportamenti irrazionali in entrambi i casi.

Acquistare panieri di cryptovalute in modalita “easy”

Sulla natura ed il ruolo di Bitcoin e delle altre Crypto scriverò la mia opinione in un prossimo articolo ma oggi segnalo che se le cryptos sono una cosa che ti attirano con relatvi rischi/opportunità, puoi anche semplicemente in un’ottica di diversificazione, acquistare delle quote di ETF quotati che al loro interno acquistano cryptos.

Questo evita una serie di problemi sia di monitoraggio che fiscali e di sicurezza rispetto a piattaforme di dubbia (a volte) trasparenza.

Se serve un aiuto puoi sempre fissare una call cliccando:

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Investire nel lusso globale

Il lusso come asset accessibile

Investire nel lusso significa investire nel settore con uno dei mark-up più elevati.

Il lusso significano aziende dove la ricerca e la qualità rappresentano gli investimenti più cospicui dopo gli investimenti nel marketing, comunicazione e pubblicità.

Gli effetti della pandemia a livello global

La pandemia di COVID-19 ha agito da catalizzatore producendo
un profondo cambiamento nell’industria dei beni di lusso. Le
vendite online sono salite molto nel 2020 fino a raddoppiare la
loro percentuale rispetto alle vendite di beni di lusso globali, dal
12% del 2019 al 23%; si tratta dunque del canale distributivo in
più rapida crescita. Il segmento online diventerà prevedibilmente
il canale principale degli acquisti del lusso entro il 2025, con una
trasformazione radicale nella distribuzione di questi prodotti.
L’ascesa dell’e-commerce rappresenta un’opportunità strategica per
i grandi marchi del lusso di raggiungere nuove regioni e mercati,
ma anche di proteggere i margini di utile, dato che i negozi fisici
vengono sostituiti dalle piattaforme digitali che favoriscono la
vendita diretta in tutto il mondo.

Investire in un unico strumento che comprenda le maggiori Maisons protagoniste di questo settore

La ciclicità del mercato ha favorito i maggiori marchi del lusso, in
particolare quelli che hanno creato range di prodotti diversificati
e che si rivolgono sia al mercato di massa che a quello di alta
gamma. Per esempio, nel 2018 il 20% dei principali marchi della
moda rappresentava il 177% della redditività del settore4, a
conferma della tendenza del mercato del lusso in cui prevalgono
pochi grandi brand. Oltre alla forza del brand, le dimensioni
consentono di crescere orizzontalmente, in nuove categorie del
lusso, incoraggiando le fusioni e le acquisizioni nel settore, come
la recente acquisizione di Tiffany & Co. da parte di LVMH. L’indice
S&P Global Luxury raggruppa le aziende meglio posizionate per
capitalizzare la crescita strutturale a lungo termine dell’industria
globale del lusso.

Com’è composto l’indice del lusso

L’indice è composto da 80 delle maggiori società quotate in
Borsa che si occupano della produzione e della distribuzione di
beni di lusso o della fornitura di servizi di lusso e che soddisfano
determinati requisiti di investibilità. I componenti dell’indice sono
ponderati in base alla capitalizzazione di mercato corretta per il
flottante moltiplicata per un punteggio di esposizione al lusso,
soggetto a limiti di peso per singolo titolo. Questo si traduce
in un paniere diversificato e investibile di società con una forte
esposizione al tema del lusso globale.

Un segmento da inserire nei portafogli in un’ottica di diversificazione e di extra-performance rispetto agli indici generalisti

Per avere informazioni puoi prenotarti una call di 30 minuti cliccando qui.

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La debolezza del dollaro vs un euro inspiegabilmente forte

Il dollaro contro l’Euro ormai viaggia a 1,22 e sembra non fermare la sua debolezza.

Questo comporta una sofferenza nei portafogli che contengono la valuta Americana perchè, nonostante tutto quel che può sembrare, gli asset più importanti in termine di capitalizzazione e innovazione sono quotati a Wall Street in dollari americani.

In parole semplici circa 60% dei titoli quotati anche all’interno dei fondi o ETF sono espressi in dollari e se questo scende, scende anche la loro quotazione.

Ma è davvero una perdita in conto capitale? No e ni questo caso si tratta di un miraggio monetario.

Le valute, come si può vedere dal grafico (dollaro vs Euro) sono destinate ad oscillare per bilanciare i deficit commerciali e sono movimenti naturali e frequenti.

La situazione odierna è simile al 2018 dove gli asset hanno sofferto non tanto per la discesa delle borse ma proprio per la debolezza della valuta americana.

Un investitore USA infatti non vede questa differenza o meglio vede un surplus di valore illusorio sugli asset Europei visto che dalla sua visuale vede un euro che si rafforza e quindi i suoi ETF o fondi che contengono azioni o obbligazioni in Euro salgono anche se le borse arrancano.

Nel breve periodo questa situazione può creare incertezza nell’animo dell’investitore ma nel lungo periodo la strategia di asset allocation pluriennale cancella o mitiga in maniera sostanziale e le oscillazioni dei cambi.

Quale potrebbe essere la battuta d’arresto di questo indebolimento? Forse, se guardiamo al 2018 la quota è 1,25 per poi tornare a rafforzarsi.

Ormai quindi ci siamo e come sempre, anche questa è un’occasione per investire nel lungo periodo approfittando di questa, ripeto, illusione monetaria che potrebbe rappresentare un piccolo vantaggio.

La diversificazione attuata in modo scientifico paga sempre con asset in contrapposizione tra loro e quindi decorrelati i quali permettono di attenuare gli effetti di brevissimo termine.

Chi sta investendo in modalità “accumulo” è un momento propizio.

 

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E-commerce: in crescita, nel 2022 nei paesi emergenti varrà 4000 miliardi

L’e-commerce in Italia cresce del 15% anche quest’anno in termini di volumi d’affari con un valore di acquisti che sfiora i 27 miliardi.

Nei Paesi sviluppati, l’acquisto online ormai rappresenta un mercato consolidato destinato a cresce a ritmi sostenuti ma non rappresenta una novità assoluta se pur ancora stupefacente.

Immaginiamoci di tornare indietro di 15-20 anni e pensare alle scelte che avremmo fatto nei nostri portafogli.

Avremmo inserito aziende dedicate all’ e-commerce e sviluppo (uno non esiste senza l’altro) di reti sempre più veloci di connessione?

Oggi titoli come Amazon sono famosi e il loro business ben definito e anzi già in fase di diversificazione come l’offerta “entertainment” con la piattaforma Prime Video e la produzione di film.

ma se tornassimo indietro, ripeto, li acquisteremmo? Credo che nessuno possa rispondere negativamente a questa ipotesi del tutto fantasiosa perchè non si può viaggiare indietro nel tempo, ma si può per esempio azzardare che questo trend secolare si possa ripetere con la stessa ampiezza se non superiore nei mercati che ancora hanno arretratezza nei sistemi informatici e di connessione.

Insomma il futuro del nostro recente passato si può ripetere nei mercati emergenti soprattutto africani.

(fonte dcommerce) “Ma nelle economie emergenti, il commercio elettronico è destinato a registrare un vero e proprio boom, dove si prevede da qui al 2022 una crescita sostenuta degli utilizzatori di smartphone, che sarà un fattore abilitante per l’impennata delle vendite di beni e servizi online. A prevederlo è una recente ricerca di The Boston Consulting Group, che parla di una crescita degli utenti internet in quelle regioni dai 2,1 miliardi di persone del 2017 ai tre miliardi del 2022, pari a tre volte il numero degli utenti attivi nelle economie sviluppate. Di conseguenza il valore della spesa influenzata dalla rete si aggirerà intorno ai 4mila miliardi di dollari”

Ma quali aziende scegliere in questo settore così difficile?

Vale la pena di fare stock picking e quindi avventurarsi nella selezione singola con le informazioni magari trovare su google?

Lo sconsiglio.

Esistono selezioni di fondi attivi ma anche alcuni ETF passivi a costi davvero molto competitivi, disponibili come è noto a tutti, per essere “inside” the next boom.

Senza svelarne il nome, propongo invece la composizione di un indice che registra la crescita di questo settore proprio in questi Paesi (e non solo) appena elencati.

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La politica. Quanto incide sul risultato dei tuoi investimenti?

Le elezioni per il POTUS si sono appena concluse.

Anzi no.

Sono totalmente in corso e non è per niente la prima volta. Infatti il sistema di elezione semi-diretta del Presidente degli USA è stato concepito sulla falsariga dell’elezione del Doge Veneto. Fu infatti Benjamin Franklin che venne a Venezia per studiarne il sistema istituzionale poco prima dell’abdicazione per mano napoleonica della Repubblica Veneta, compreso quel particolare sistema elettorale di designazione della più alta carica della Repubblica che per molti secoli aveva permesso ad una comunità di vivere sostanzialmente in armonia, nel progresso sociale ed economico; e tale osservazione contribuì in qualche misura ad introdurre un sistema simile per l’elezione del Presidente della Federazione Americana.

“Ballots” infatti (le schede elettorali) deriva da “balota” (in lingua veneta) e cioè una via di mezzo fra pallina (“baléta”) e palla (“bàla”) in lingua italiana. Quelle stesse “palle” che venivano messe nell’urna e poi venivano estratte da un bambino secondo un rigido e articolato procedimento regolato da un protocollo trasparente che, con un complesso algoritmo di esclusioni incrociate, eleggeva il Doge.

Il meccanismo era stato inventato così complicato per evitare accordi sottobanco dei partiti e frodi nel voto – i cosiddetti “brogli”, definiti con questo termine perché maturavano nel “brolo” (cortile interno) di Palazzo Ducale – in modo che il Doge fosse davvero eletto quasi casualmente, o comunque nel modo più imparziale e meno arbitrario possibile. L’unico che poteva protestare per la sua elezione, nel caso ve ne fossero le ragioni, era il popolo che all’esposizione del nuovo Doge poteva dissentire con fischi e rumoreggiamenti.

Venendo alla cronaca del 3 novembre, il risultato è momentaneamente a favore dello sfidante del POTUS in carica, il quale ha annunciato una verifica contro presunti brogli in grande stile. Corte Suprema Federale e organismi di indagine sono sul campo.

Ufficialmente, quindi, e fino al 20 gennaio c’è un solo Presidente, come per ogni elezione oltretutto, ed è Donald Trump.

I mercati immersi in tanta incertezza dovrebbero crollare, giusto?

No. I mercati sembrano non interessati, se non in qualche piccolo movimento giornaliero apparentemente volatile.

Allora cosa può succedere se vince Biden o Trump?

Ovviamente non sta al sottoscritto fare previsioni sull’andamento delle borse, perchè in questo momento è impossibile, ma possiamo invece riflettere sia sul grafico in evidenza che oggi propongo, sia su un altro fattore molto importante.

I tassi sui titoli obbligazionari sono a ZERO o sotto. Questo scenario è totalmente nuovo nella storia dell’economia, il che significa che è come essere sbarcati su Marte e cercare l’acqua potabile.

Ergo: non ci sono alternative all’assunzione di un certo rischio, da gestire con molta attenzione.

E, su questo, San Marco Capital ha le idee chiarissime, avendo gli strumenti e l’esperienza per gestire questo momento di incertezza, ma anche di grande opportunità.

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La libertà è economica o non è libertà

Il cerchio delle libertà perdute si sta stringendo in un cappio mortale.

In tutto il mondo la spirale violenta fasciocomunista sta apparentemente guadagnando posizioni con i favori di governi deboli a causa della loro dipendenza (come una droga) da interventi di liquidità esterni, incapaci gli stessi di diminuire la spesa pubblica inefficiente, clientelare e parassitaria.

Il caso Italia è emblematico e preoccupante, più di altre situazioni.

Il gioco della minaccia di “tirare giù tutto” a livello Europeo in effetti è una sfida al prestatore di ultima istanza, il pusher dei pusher, sua Regalità la Banca centrale Europea.

Uno stranissimo e bizzaro unicum storico la moneta Europea (un paniere di monete) nato appunto non come moneta di uno stato sovrano ma bensì da un algoritmo di fusione tra diverse valute che ancora oggi ne compongono la struttura.

Perchè la BCE è il pusher dei pusher? Perchè droga economie senza alcun precedente nella storia economica ma ha anche una nuova caratteristica. Non deve rispondere delle sue azioni a nessun governo politico.

La chiamano indipendenza della banca centrale e la parola altisonante è molto apprezzata negli ambienti keynesiani (tutto il mainstream) ma nasconde un pericolo di egemonia e dipendenza ad essa che rappresenta il vero tallone d’Achille per le economie europee.

Nulla si crea e nulla si distrugge (dal famoso postulato di Lavoisiere) ma tutto si trasforma.

Una legge universale cioè che regola l’universo e quindi appartiene alla sfera delle leggi naturali.

Sfugge a questo postulato solo Dio che invece crea e distrugge secondo uno schema salvifico e per il bene dei suoi figli.

Ma oltre a Dio, e probabilmente qualcuno inizia a crederci veramente, c’è la banca centrale.

Dal nulla crea denaro (che molti confondono con ricchezza) per acquistare titoli tossici di emittenti che continuano ad aumentare la spesa pubblica approfittando di questa distorsione prismatica.

Il mito degli alchimisti finalmente realizzato.

La lunga ricerca è finita.

Re Mida è un dilettante.

La bolla finanziaria prossima ventura verrà proprio dall’atteggiamento supra et contra legem naturale delle banche centrali (in particolare a noi interessa soprattutto la BCE).

Anche la BCE come la moneta che crea dal nulla, è un comitato di banche centrali socie che hanno rinunciato alla loro sovranità e anche questo è un unicum storico bizzarro.

Ora, lungi da me essere scambiato od equivocato come un sovranista monetario pro ritorno alla lira, non è questo il punto.

L’Italia non può farcela se non cambia la struttura della sua spesa pubblica diminuendola di moltissimo, cancellando molte norme che tengono in piedi e ne giustificano l’esistenza.

La chiamano sburocratizzazione e la stanno pensando e attuando gli italo-burocrati assieme agli Euro-burocrati.

Se i primi sono nipotini, i secondi sono i nonni espertissimi in materia di asfissia legislativa.

Figurarsi se cancelleranno l’unico motivo del loro stesso stipendio!

Un paese, l’italia, dove nel listino della borsa di Milano i migliori titoli del 2019 a livello di performance sono stati i monopolisti di reti di distribuzione energetica, ferroviaria, telefonica e dati a scapito delle imprese private quotate, la dice lunga sulla situazione che dovremmo affrontare a breve.

La BCE continuerà a stampare fake money per acquistare fake bonds italiani (e non solo)?

Si e continuerà a farlo finché non arriverà il “giorno dei giorni” e allo scoppio tremendo della bolla da essa creata, andrà addirittura all’incasso sugli asset dei privati, colpevoli, (vedrete che andrà così) di essere la causa del più grande botto del secolo.

La limitazione del contante, la fortissima regolamentazione e quindi controllo del sistema monetario e finanziario è una gabbia legislativa dalla quale non ne usciremo interi.

Le banche commerciali sono costrette a seguire l’elefante nel negozio di cristalleria perchè anch’esse non hanno scampo di poter fare business diverso.

La BCE le tratta come clienti e ne esige poi una fee attivata con i tassi negativi sui loro depositi presso di essa.

Poche banche molto grandi e poco concorrenti tra loro (cartelli) , limitazione delle libertà individuali e naturali per chi fa impresa, limitazione della detenzione di denaro contante, iper legislazione a favore dei cartelli di distribuzione di prodotti finanziari, imbrigliano la società produttiva portandola al collasso.

In Venezuela è iniziata così.

Il Paese con più riserve al mondo di petrolio non ha benzina alle pompe e la sua moneta, per i meccanismi appena descritti, vale meno del suo valore cartaceo al macero.

Una nota positiva?

Si ed è la seguente: tutti i modelli che si basano sulla teoria di Keynes (molte volte da lui stesso abiurata come teoria filosofica e non economica visto che non era economista) danno sostanzialmente lo stesso risultato e cioè non funzionano.

La scusa di applicare questi modelli teorici giustifica però un’alta spesa pubblica per consentire l’attivazione della famigerata Leva Keynesiana sulla crescita del PIL.

Non è così e ne abbiamo esempi concreti evidenti e fallimentari in termini di sviluppo economico e sociale nonché culturale.

Quando durano questi processi di autocoscienza?

Dal minimo di 20 per l’applicazione aggressiva e convinta a 60 anni circa per quelli più blandi appoggiati su un piano inclinato saponato.

I popoli riescono ad affrancarsi da questa moderna barbarie finanziaria?

Difficile, visto l’elevata età media e la propensione dei giovani al “peace and love” piuttosto che alla sacrosanta rivoluzione.

Ma l’individuo può molto.

Oggi con le tecnologie e la cultura economica superiore rispetto al passato può salvarsi.

Deve agire in anticipo e mettere al riparo i suoi asset famigliari per poi utilizzarli per risollevare l’economia distrutta quando la follia uraganica che si abbatterà avrà terminato i suoi nefasti effetti.

Si dice infatti : uomo (donna) avvisato, mezzo salvato.

Non si dice popolo avvisato mezzo salvato.

God bless us.